Il Controllo Statistico di Processo (SPC Statistical Process Controll) può essere definito, rifacendoci alla definizione fornita da Juran, come “l’applicazione di tecniche statistiche per comprendere ed analizzare le variabilità di un processo“.
L’obiettivo preseguito da questa metodologia consiste nel dotare l’impresa di strumenti adeguati per migliorare il livello dei prodotti/servizi offerti/erogati attraverso l’eliminazione di errori, difformità che causano rilavorazioni, controlli inutili e quindi rallentamenti nei cicli di lavorazione.
Per garantire il raggiungimento degli obiettivi sopra elencati  sono necessari :
  • una conoscenza chiara e approfondita dei processi; 
  • l’identificazione delle caratteristiche critiche del processo attraverso l’impiego di dati statisticamente significativi;
  • l’analisi dei dati che consente di determinare e interpretare performance e cause che determinano “cambiamenti indesiderati” rispetto al normale funzionamento del processo in analisi

Non bisogna mai dimenticare, infatti, quello che è il fine ultimo che ci si pone nell’impiegare una metodologia quale SPC: ottenere un efficace supporto per la comprensione di un processo con lo scopo di prevederne l’andamento e intervenire su di esso in tempo reale secondo l’ottica del miglioramento continuo.

Ricordiamo che i fattori che generano  anomalie e quindi variabilità nel processo in esame possono essere attribuiti a due categorie di cause:

  • CAUSE COMUNI
  • CAUSE SPECIALI

Le cause comuni (o normali) sono insite nella variabilità di un processo produttivo; insorgono casualmente durante il normale svolgimento del processo e ne determinano la fluttuazione naturale all’interno di un intervallo determinato da un limite di controllo superiore e uno inferiore (LCI; LCS – vedi figura);

Alcuni esempi di cause comuni potrebbero essere: la variazione intrinseca di materiali grezzi utilizzati nella linea produttiva, la mancanza di adeguata supervisione, la vibrazione delle macchine e i cambiamenti nelle condizioni lavorative.

Le cause speciali, invece, sono tutte quelle che, come abbiamo già detto, determinano variabilità indesiderata o anomala rispetto al naturale svolgimento del processo. Esse possono derivare, ad esempio, dall’uso di un utensile sbagliato, dall’errore di un operatore o da particolari condizioni ambientali, come l’illuminazione o la temperatura.Fin quando non si provvede ad una loro rimozione o correzione, non si intervenga, cioè, specificatamente su ciascuna, esse continueranno ad influire in maniera imprevedibile sul processo, portandolo fuori controllo.

Un processo si definisce sotto controllo statistico quando la sua variabilità è dovuta solo a cause comuni

Dal momento che la  Variabilità, è un aspetto ineliminabile in ogni processo produttivo: lo scopo prefissato sarà allora quello di minimizzare le cause di variabilità del processo eliminando, con l’impiego di tecniche statistiche, tutte le cause di tipo speciale.

Una volta individuate e distinte le cause speciali da quelle comuni, dovremo quindi procedere, quando possibile a:

  • rimuovere le cause speciali con lo scopo di raggiungere una condizione di stabilità;
  • definire quali sono le vie tramite cui realizzare una continua riduzione della variabilità del processo.

Secondo l’approccio del miglioramento continuo, ogni tipo di intervento da sviluppare sul processo di trasformazione, sarà da rapportare non soltanto alle attività già effettuate, ma a tutte le attività svolte nel processo, presenti e future,( tenendo ben presenti ostacoli e difficoltà da affrontare nel prevedere in modo attendibile l’andamento futuro dei processi produttivi) considerando che l’SPC è una metodologia orientata alla prevenzione dei difetti e degli errori piuttosto che alla loro semplice scoperta.

Per conoscere ed applicare le tecniche statistiche impiegabili nel controllo statistico di processo (SPC), Management Academy vi invita a partecipare al corso SPC Controllo Statistico di Processo a Torino, Milano e su tutto il territorio nazionale.

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